Agosto e l’Imperatore. Il lato storico (e poco noto) del mese più Caldo dell’anno

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Quando pensiamo ad agosto, ci vengono subito in mente le vacanze, il caldo torrido e, naturalmente, il Ferragosto. Ma dietro questo mese apparentemente spensierato si nasconde una storia affascinante, fatta di imperatori, battaglie, decisioni politiche e persino piccole rivalità tra grandi personaggi dell’antica Roma. Insomma, agosto non è solo il cuore dell’estate: è anche un concentrato di storia e linguistica.

Per cominciare, il nome Agosto deriva dal latino Augustus, titolo onorifico attribuito a Ottaviano, il primo imperatore romano. In origine, però, il mese si chiamava Sextilis, proprio perché era il sesto mese del calendario romano, che iniziava a marzo. Un dettaglio curioso che ci ricorda come anche il tempo, nell’antichità, seguisse logiche ben diverse da quelle attuali.

Il cambiamento di nome avvenne nell’8 a.C., quando il Senato decise di rinominare Sextilis in Augustus per rendere omaggio all’imperatore. E non si trattò di una scelta casuale: quel mese aveva un significato speciale per Ottaviano Augusto. Proprio in agosto, infatti, era stato insignito della dignità consolare; aveva ricevuto il giuramento di fedeltà da parte delle sue truppe, dopo la battaglia di Modena nel 43 a.C.; era tornato trionfante a Roma; aveva conquistato l’Egitto, con la celebre battaglia di Azio; e, cosa forse ancora più rilevante, aveva posto fine a una lunghissima guerra civile, che insanguinava la Repubblica romana dal 44 a.C. La decisione di dedicargli un mese intero, quindi, suona più che giustificata.

Augustus von Prima Porta (20-17 v. Chr.), aus der Villa Livia in Prima Porta, 1863

Ma c’è di più. In un sottile gioco di prestigio postumo, si decise che agosto avrebbe avuto 31 giorni, esattamente come luglio, il mese dedicato a Giulio Cesare. Pare, infatti, che nessuno volesse che il mese di Augusto risultasse più corto o, peggio, meno importante rispetto a quello del suo illustre predecessore. E così si tolse un giorno a febbraio – che da allora è rimasto il più breve dell’anno – per aggiungerlo ad agosto. Un piccolo capriccio imperiale che ancora oggi scandisce il nostro calendario.

A rendere agosto ancora più significativo fu anche l’introduzione, nel 18 a.C., delle Feriae Augusti, ovvero il Riposo di Augusto. Si trattava di un periodo di pausa e festeggiamenti che segnava la fine dei faticosi lavori agricoli estivi. Un momento di tregua tanto atteso quanto meritato, che nel tempo si è evoluto fino a diventare il Ferragosto moderno. Dunque, mentre oggi brindiamo sotto l’ombrellone o organizziamo gite fuori porta, celebriamo inconsapevolmente una tradizione vecchia di oltre duemila anni.

Curiosamente, agosto è anche il mese in cui Augusto morì, precisamente il 19 agosto del 14 d.C. Una coincidenza suggestiva, che chiude simbolicamente il cerchio della sua esistenza proprio nel mese a lui intitolato. Un’ultima nota poetica per un personaggio che ha segnato la storia di Roma e, di riflesso, quella del mondo intero.

Processione della famiglia di Augusto sul lato sud dell’Ara Pacis: la gens Giulio-Claudia

Non sorprende, allora, che il nome Agosto abbia continuato a vivere anche oltre il calendario. Lo si ritrova come nome proprio e cognome, specialmente nei paesi di lingua italiana e spagnola, come eco lontana della grandezza dell’Impero romano. In ogni Agosto c’è un po’ della gloria di Ottaviano, della sua astuzia politica e del segno profondo che ha lasciato nella cultura occidentale.

Ecco perché, la prossima volta che sfoglierete il calendario e vi fermerete su agosto, ricordate che non è solo il mese delle vacanze. È un piccolo monumento al potere, alla storia e alle curiose vie attraverso cui la lingua e il tempo ci raccontano il passato.

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