Guendalina Mazzullo. Tra Roma e Londra

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Ci sono donne che vivono i luoghi, e donne che dai luoghi vengono trasformate. Guendalina Mazzullo appartiene alla seconda categoria. Tra Roma e Londra ha costruito un percorso di vita e di carriera che non si lascia definire da etichette, ma da esperienze. È una donna che ascolta, osserva, si muove con grazia ma con fermezza. E che ha fatto della consapevolezza il suo punto di forza.

In questa intervista esclusiva a Fairness Magazine, Guendalina si racconta senza filtri, condividendo la sua visione autentica di libertà, lavoro e femminilità contemporanea. Quando parla di sé, non usa mai parole grandi. Ma in ogni frase c’è una chiarezza che solo chi ha imparato a conoscersi davvero riesce a comunicare.

Guendalina Mazzullo al Premio “Fairness Mgazine Excellence” in Campidoglio, Roma

Londra mi ha insegnato la libertà

Londra mi ha dato l’indipendenza e l’autocontrollo che ho sempre desiderato di acquisire,” racconta con una calma che sa di maturità. “È una città che ti costringe a crescere. Ti mette davanti alle tue paure, ti allena alla disciplina, ma anche alla resilienza. Ho imparato che la libertà non è fare tutto ciò che vuoi, ma saper scegliere ciò che ti fa bene. Vivere qui mi ha dato la possibilità di conoscermi, di trovare il mio ritmo, di capire dove voglio davvero andare.” Non c’è nostalgia nelle sue parole, ma riconoscenza. Londra, con la sua energia costante e la sua apparente freddezza, è diventata una palestra di vita. “Qui ho imparato il valore del silenzio e dell’auto-disciplina. E questo mi ha reso più forte, più centrata.”

Roma resta casa, ma Londra mi ha dato un senso

“Ho sempre pensato che vivere all’estero abbia rafforzato la mia romanità e l’orgoglio di essere nata nella città eterna,” confessa sorridendo. “A Roma ho le mie radici, la mia storia, la mia parte più emotiva e passionale. Ma Londra mi ha dato stabilità. È il luogo dove la mia energia trova direzione, dove la mia creatività diventa concreta. Se Roma rappresenta il cuore, Londra è la mente. E nel mio equilibrio servono entrambe.” Guendalina parla di queste due città come di due anime della stessa persona: una che sente e una che costruisce. “Vivere tra due mondi così diversi ti obbliga a una forma di flessibilità che diventa una ricchezza. Roma mi insegna ogni volta a ricordare chi sono, Londra mi ricorda chi voglio diventare.

La forza dell’intuito e delle relazioni vere

C’è chi pianifica tutto e chi invece segue l’istinto. Guendalina appartiene decisamente alla seconda categoria. “Io mi fido solo della mia pancia, del mio buonsenso,” racconta. “È qualcosa che non mi ha mai tradito. Mi ha sempre portato a circondarmi di persone autentiche, vere, che non hanno bisogno di fingere. Credo molto nell’energia che le persone emanano: la riconosci subito, è come un linguaggio silenzioso.”

Questa fiducia nell’intuito si riflette anche nel suo modo di lavorare. “Non mi interessa l’apparenza, mi interessa la sostanza. Preferisco collaborare con chi crede nei valori, non nei ruoli. Non ho paura di lavorare con persone più brave di me — anzi, lo cerco. È così che si cresce.” Per lei, l’empatia è una forma di competenza, e la gentilezza un segno di forza. “In un mondo dove tutti vogliono emergere, io voglio solo costruire. E costruire qualcosa di vero.”

La crescita come forma di potenza

“Negli ultimi anni ho capito che la crescita emotiva è la chiave di tutto,” dice riflettendo. “C’è un momento in cui smetti di voler dimostrare qualcosa agli altri e inizi a voler stare bene con te stessa. Io l’ho trovato quando ho imparato a non avere fretta, a fidarmi del tempo. Oggi vivo con la consapevolezza che c’è di più per me — ma non nel senso dell’ambizione, quanto nel desiderio di evolvere come persona.”

Poi aggiunge una frase che riassume la sua filosofia di vita: “Percorro la mia strada pensando che sono io la mia Ferrari. Posso decidere quando accelerare, quando rallentare, ma la direzione la scelgo io.” È una metafora potente, che restituisce l’immagine di una donna che non si lascia guidare dalle circostanze, ma dal proprio istinto e dalla propria visione.

Essere donna oggi. Tra grazia e determinazione

Alla fine, le chiedo cosa significhi per lei essere una donna oggi. “Significa essere complessa, ma non complicata. Significa accettare che puoi essere dolce e decisa, fragile e forte allo stesso tempo. Io credo che la femminilità non abbia bisogno di essere spiegata, ma vissuta. È una forma di energia, e quando impari a usarla con consapevolezza, diventa la tua forza più grande.

C’è una pausa, poi conclude con quella lucidità che le appartiene: “Ho imparato a non temere i cambiamenti. Ogni fase della vita ti insegna qualcosa, e io voglio continuare a imparare. La libertà, per me, è questo: continuare a scegliere chi voglio essere, ogni giorno.”

Tra Roma e Londra, una sola verità

Guendalina Mazzullo non cerca l’approvazione, ma l’autenticità. Vive in bilico tra due città e due mondi, ma con un baricentro solido: se stessa. La sua storia non è solo un racconto di indipendenza, ma un invito a riconoscere il valore della coerenza, della sensibilità e del coraggio di restare veri, anche quando il mondo chiede di essere altro.

Perché come lei stessa dice, con un sorriso che racchiude tutta la sua forza: “Alla fine, la vera bellezza è sapere chi sei e non smettere mai di crederci.”

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