
A Venezia il futuro ha trovato casa. Nelle stanze di Ca’ Bragadin, storica dimora di Pierre Cardin nel sestiere di Santa Croce, prende forma un nuovo capitolo della storia della moda: la Casa-Museo Pierre Cardin, aperta nel settembre 2026 e pensata non come semplice archivio celebrativo, ma come luogo vivo in cui couture, design e visione continuano a dialogare.

Quasi mille metri quadrati raccontano una carriera che ha attraversato oltre settant’anni senza mai accettare confini. Il percorso, curato da Andrea Burroni, riunisce più di 350 opere e mette in relazione epoche differenti secondo una logica volutamente non cronologica. Tra queste, circa 130 creazioni da sfilata, provenienti dalle collezioni dal 1950 al 2020, accanto a cappelli, gioielli, occhiali, borse, mobili, lampade e oggetti di design. È il lessico di Cardin nella sua forma più completa: geometrie, volumi, materiali inattesi e quella tensione verso il futuro che ha trasformato l’abito in architettura per il corpo.

Entrare a Palazzo Cardin significa comprendere quanto la sua ricerca fosse molto più ampia della moda. Le silhouette Space Age degli anni Sessanta, le superfici metalliche, il vinile, i celebri bubble dress e le “sculture utilitarie” degli anni Settanta mostrano un autore capace di pensare simultaneamente come couturier, designer e imprenditore culturale. Cardin non seguiva il proprio tempo: provava a immaginare quello successivo.

La scelta di Venezia aggiunge al progetto una dimensione intima. Nato nel 1922 nel Trevigiano come Pietro Costante Cardin e cresciuto in Francia, lo stilista mantenne un legame profondo con le proprie origini italiane. Ca’ Bragadin, acquistata negli anni Ottanta, fu per lui casa, rifugio e spazio creativo. Oggi quelle stesse stanze restituiscono al pubblico non soltanto le opere, ma il rapporto personale tra Cardin e la città.

L’apertura della Casa-Museo arriva inoltre a settantacinque anni dal celebre Ballo del Secolo organizzato da Charles de Beistegui a Palazzo Labia nel 1951, per il quale il giovane Cardin realizzò numerosi costumi. Un episodio che contribuì alla sua affermazione e che rende Venezia non una cornice casuale, ma una città profondamente iscritta nella sua biografia creativa.

Voluta da Rodrigo Basilicati-Cardin, presidente della Maison e nipote dello stilista, la Casa-Museo guarda però oltre la memoria. L’archivio Cardin conserva migliaia di creazioni e una parte dei capi destinati alla passerella sarà presentata a rotazione, rendendo il percorso potenzialmente sempre diverso. L’intento è anche quello di aprire il palazzo a nuovi progetti e alle giovani generazioni.

È forse questo l’aspetto più fedele all’eredità di Pierre Cardin: non cristallizzare il passato, ma usarlo per continuare a progettare. A Venezia, tra stucchi, saloni storici e forme avveniristiche, la moda torna così a essere ciò che Cardin aveva sempre immaginato: uno spazio in movimento, capace di abitare il presente senza smettere di guardare avanti.
FOR ALL THE PHOTOS: © Filippo Ciappi/AP Content Services for Pierre Cardin
POUR TOUTES LES PHOTOS: © Pierre Cardin Evolution