con la Dr.ssa Divya Veluvolu
In un mondo in cui i filtri offuscano la realtà e la perfezione è a portata di swipe, quanto influiscono i social media sul modo in cui ci vediamo — e su ciò che chiediamo quando entriamo in una clinica estetica?
Ho incontrato la Dr.ssa Divya Veluvolu, una delle dottoresse di estetica e benessere più richieste a Londra, per discutere della doppia faccia della bellezza nell’era di Instagram. Dagli screenshot delle celebrità alla pressione di avere una pelle sempre “camera-ready”, la Dr.ssa Divya riorienta la conversazione — guidando i pazienti verso autenticità, equilibrio e una fiducia che nasce dall’interno.
Molti pazienti arrivano con foto di celebrità dicendo: “Voglio assomigliare a questa persona.” Quanto è comune questo fenomeno e come li orienta verso ciò che è realistico e giusto per loro?
È incredibilmente comune. Viviamo in un mondo in cui le foto di riferimento sono diventate il nuovo linguaggio della bellezza. Le accolgo volentieri perché mi offrono uno spunto prezioso su ciò che il paziente ammira, ma ricordo sempre che la bellezza non è un copia-e-incolla. I risultati più eleganti nascono valorizzando i propri tratti, non replicando quelli di qualcun altro. Il mio ruolo è tradurre quelle ispirazioni in qualcosa di autentico, raffinato e adatto al volto unico di ciascuno.
I social media possono ispirare, ma anche distorcere la realtà con filtri, angolazioni ed editing. Dal suo punto di vista, come hanno cambiato il modo in cui le persone percepiscono il proprio volto?
I social hanno aumentato l’autoconsapevolezza a un livello mai visto prima. Filtri e angolazioni creano standard a cui neppure la persona nella foto corrisponde nella vita reale. Di conseguenza, le persone si scrutano con aspettative irrealistiche. Il mio lavoro consiste nel riportarle all’equilibrio, aiutarle ad apprezzare ciò che hanno naturalmente e ad esaltarlo con delicatezza, così che lo specchio rifletta una versione più vera e sicura di sé stesse.

Ha notato determinate tendenze o “Instagram faces” diventare i look più richiesti? Come gestisce queste richieste proteggendo l’individualità dei pazienti?
Sì mascelle super definite, zigomi alti, linee molto scolpite. Sono belli in teoria, ma se applicati indiscriminatamente cancellano l’unicità e creano complicazioni a lungo termine che è meglio evitare per mantenere l’armonia del viso. Non voglio mai che i miei pazienti sembrino cloni di una tendenza. Preferisco adattare ciò che amano di quei look alla loro struttura ossea, ammorbidendo o enfatizzando dove serve, assicurando un risultato senza tempo piuttosto che stagionale.
Quando ritiene che i social abbiano un’influenza positiva sull’estetica e quando, invece, diventano dannosi?
Sono positivi quando educano, normalizzano la conversazione e abbattono lo stigma sulla cura di sé. Diventano dannosi quando alimentano il confronto o promuovono trattamenti insicuri e non qualificati. I social dovrebbero ispirare le persone a sentirsi forti, non sotto pressione. La mia responsabilità come medico è essere onesta e autentica nel guidare verso scelte sicure, sane ed equilibrate.
Ha parlato del suo percorso personale con una grave malattia e la chemioterapia. Può raccontare come anche piccoli trattamenti abbiano fatto la differenza nella sua sicurezza in quel periodo?
In quel periodo ho scoperto come anche i più piccoli rituali di benessere e trattamenti estetici potessero risultare profondamente rigeneranti. Non era vanità, ma un modo per recuperare un senso di sé e preservare la mia identità quando tutto il resto era incerto. Guardarmi allo specchio e riconoscermi, invece di vedermi come una persona in pieno recupero, mi ha dato la forza per affrontare la chemioterapia. Quell’esperienza mi ha insegnato che l’estetica può essere profondamente terapeutica, aiutando le persone a sentirsi di nuovo se stesse, soprattutto nei momenti più difficili.
Questa esperienza personale ha cambiato il suo approccio ai pazienti e la comprensione delle loro esigenze emotive?
Assolutamente sì. Mi ha insegnato che le persone non vengono da me solo per il loro viso, ma per come vogliono sentirsi. Ora ascolto in modo diverso, con più profondità, cogliendo le emozioni non dette dietro a una richiesta. Il mio approccio è trattare la persona nella sua interezza: fiducia, benessere, equilibrio, oltre all’aspetto esteriore. Questo cambiamento è diventato la base della mia pratica e ciò che mi distingue davvero.
In un’epoca di gratificazione immediata e tendenze TikTok, come aiuta i pazienti a concentrarsi sulla bellezza naturale e duratura invece che sulle mode passeggere?
Ancorandoli a una visione più ampia. Ricordo loro che i risultati più belli sono sottili, graduali e cumulativi, non affrettati. Creiamo un piano che favorisca la salute della pelle e piccoli miglioramenti nel tempo. La bellezza che dura non è mai un rimedio veloce, è un investimento su sé stessi che evolve con grazia. Proprio come allenare i muscoli in palestra.
Quanto è importante l’educazione del paziente per garantire decisioni sicure e consapevoli sui trattamenti visti sui social?
È fondamentale. Molti trattamenti appaiono semplici in un video di 30 secondi, ma ciò che non si vede sono i rischi, le conoscenze anatomiche profonde e le abilità manuali raffinate che servono. Il mio compito è rallentare il rumore, spiegare la realtà e dare strumenti di conoscenza. Quando i pazienti sono informati, scelgono in modo più sicuro, sano e soddisfacente sul lungo periodo.
Qual è il suo messaggio per chi scorre Instagram confrontandosi con volti filtrati e sentendosi “non abbastanza”?
Direi: non ti stai confrontando con la realtà, ma con un filtro. La vera bellezza non è assenza di difetti, ma energia, sicurezza e presenza. Le persone più magnetiche raramente sono le più “perfette”. L’obiettivo non è cancellarsi o trasformarsi drasticamente per entrare in uno stampo, ma esaltare chi sei già nel modo più naturale ed elegante possibile.
Guardando al futuro, come vede il rapporto tra social media ed estetica medica, e quale ruolo dovrebbero avere i professionisti nel plasmarlo?
I social continueranno a influenzare gli standard di bellezza, ma i professionisti hanno la responsabilità di dare il giusto tono. Dobbiamo dare priorità all’educazione, orientare le conversazioni verso autenticità, sicurezza, e integrare sempre più il tema del benessere e della salute mentale. La mia visione è che questo campo venga visto non come vanità, ma come una forma di cura di sé che ristabilisce equilibrio in mente, corpo e anima. I professionisti dovrebbero essere custodi di questo standard, creando risultati che rafforzino le persone, non che le schiaccino.
Ciò che distingue la Dr.ssa Divya non è solo la padronanza tecnica, ma l’intuizione nel suo tocco. Ha il raro dono di vedere un volto nella sua interezza — valorizzandone la bellezza e preservandone l’unicità. Alla professionalità abbina una delicatezza che fa sentire i pazienti al sicuro, compresi e realmente ascoltati.
La sua firma inconfondibile resteranno sempre le labbra: raffinate, equilibrate, elegantemente naturali. Tecniche personali che creano un volume autentico — mai eccessivo, sempre senza tempo. Labbra che non solo appaiono belle, ma sembrano vive: morbide, invitanti, con il fascino silenzioso di un bacio.
Ma l’arte della Dr.ssa Divya va oltre l’estetica. Restituisce fiducia, onora l’identità e lascia un’impronta che si percepisce non solo nell’aspetto, ma nel cuore più profondo.
📲 Instagram @drdivyalondon
📥 Email drdivyaveluvolu@gmail.com

