Fragile Esplosiva e Irresistibile.”La Bella Bimba”!

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Per un italiano, entrare in un pub londinese conserva sempre qualcosa di mitico. Anche dopo anni, Londra resta una città che esercita un fascino quasi narrativo: i pub con il legno scuro, le luci calde, la sensazione che dietro una porta qualsiasi possa nascondersi una storia. Non è solo immaginario: è anche una città che, pur soffrendo una crisi economica multifattoriale, continua a offrire spazi e possibilità a progetti artistici sperimentali, fringe.

Et voilà ladies and gentlemen, La Bella Bimba! va in scena al Curtains Up pub.

Scendiamo in cantina attraversando un corridoio breve e stretto, con soffitti bassi e pareti che sembrano trattenere voci passate. All’inizio lo spazio ha qualcosa di catacombale, quasi clandestino: viene da chiedersi che tipo di teatro possa davvero abitare un luogo simile. Ma è proprio qui che Londra mostra il suo lato più generoso verso il teatro indipendente: non palcoscenici patinati ma spazi vivi.

Quando lo spettacolo comincia, la cantina cambia natura, è subito evidente che La Bella Bimba! non ha bisogno di grandi scenografie: l’azione stessa, il trio musicale e il corpo delle attrici creano il mondo della scena. L’energia delle interpreti, il ritmo serrato della musica e la vicinanza fisica del pubblico trasformano lo spazio sotterraneo in un vicolo della New York degli anni Venti: un luogo di passaggio, marginale, abitato da immigrati, aspiranti artisti e sognatori in cerca di una possibilità.

Show “La Bella Bimba”

Ero con un’amica messicana che studia italiano a livello avanzato e, nonostante lo spettacolo sia recitato quasi interamente in italiano, lo ha seguito con sorprendente facilità. Questo perché il linguaggio de La Bella Bimba Show è anche non verbale.

Per il pubblico inglese, questo italiano può suonare a tratti come un grammelot, una lingua percepita soprattutto attraverso il suono, il ritmo e l’intenzione, invece è chiaro che non si tratta di una lingua inventata: è italiano pienamente consapevole, giocato e deformato per la scena, in continuità con una tradizione teatrale che va da Dario Fo a Gigi Proietti, dove il significato passa anche dal corpo e dalla musicalità della parola.

Lucrezia Galeone, che interpreta Carlotta ed è anche co-creatrice dello spettacolo, porta in scena un’energia istintiva e generosa, quasi esplosiva. Il suo lavoro affonda le radici nella commedia dell’arte ma resta saldamente contemporaneo. Sarah Silvestri, nel ruolo di Cecilia, le fa da contrappeso con precisione e calore, costruendo una presenza più raccolta che dà equilibrio alla scena. Insieme creano un rapporto credibile, intimo, fatto di ambizione condivisa, affetto e fragilità: due giovani donne che si sostengono mentre cercano di affermarsi in un mondo che non promette nulla.

La musica non accompagna semplicemente l’azione ma la attraversa e respira con gli attori, scandisce i cambi emotivi, crea un’atmosfera da cabaret che è al tempo stesso leggera e profondamente umana. Si avverte un senso di improvvisazione continua, quasi da canovaccio: una struttura c’è ma lascia spazio al rischio e alla spontaneità. Questa instabilità riflette direttamente le vite delle protagoniste, sospese tra desiderio e precarietà.

Da spettatrice italiana, ciò che colpisce di più è l’adesione a un’attitudine culturale profondamente nostra: ridere per non piangere. L’emigrazione, lo sradicamento, l’ambizione femminile e la necessità di sopravvivere sono temi centrali ma non vengono mai trattati con tono grave o didascalico, passano invece attraverso l’eccesso, la caricatura, la comicità e non per negare la fatica ma per renderla sopportabile. La risata, qui, è una forma di resistenza.

Show “La Bella Bimba”

In questo senso, lo spirito dello spettacolo appartiene meno alla tradizione del musical anglosassone e più a quella del teatro popolare italiano: avanspettacolo, varietà, commedia, dove il comico ha sempre funzionato come uno scudo contro la disperazione. Sotto la leggerezza emergono solitudine, sacrificio e la fragilità dei sogni, soprattutto per donne immigrate che cercano spazio in un contesto estraneo e spesso ostile.

La scelta di uno spazio sotterraneo amplifica tutto questo. Raccontare una storia di aspiranti performer in un sottoscala di in pub londinese ha un valore simbolico evidente: l’arte che nasce ai margini, la possibilità che prende forma lontano dai centri ufficiali. Londra, con tutte le sue contraddizioni, permette ancora questo tipo di germinazione artistica.

La Bella Bimba! nasce da una compagnia giovane a guida femminile che lavora con risorse limitate ma con un’immaginazione potente. Il progetto è attualmente sostenuto da una campagna di crowdfunding e l’ambizione che lo attraversa è evidente: con la creatività di Lucrezia Galeone al centro e la forza collettiva dell’ensemble, è facile pensare che questo lavoro rappresenti solo un primo passo.

La Bella Bimba! è uno spettacolo vivo, musicale, popolare e clownesco fondato su corpo, musica e presenza scenica; parla di migrazione, identità e desiderio non attraverso la solennità ma attraverso un’ironia che facilita risate immediate. È un lavoro semplice nella forma ma preciso nelle scelte, che trova forza nello spazio che lo ospita e nel rapporto diretto con chi guarda. Si esce con il desiderio di rivederlo e con la chiara impressione che sia un progetto da seguire e sostenere.

Per supportare il progetto: www.crowdfunder.co.uk/p/labellabimba-show-2025

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