Due parole, un secolo di storia: l’origine del coming out

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Molti termini che usiamo ogni giorno sembrano avere un significato evidente, eppure, quando si va a scavare nella loro storia, spesso emergono origini inaspettate. È il caso di coming out, un’espressione oggi associata alla dichiarazione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere, ma che in realtà affonda le sue radici in un mondo molto diverso.

La sua storia non nasce infatti nelle battaglie per i diritti civili né nel linguaggio contemporaneo. Per trovarne le prime tracce bisogna tornare indietro di oltre un secolo, nei salotti dell’alta società britannica e americana, dove il significato di coming out era sorprendentemente lontano da quello che conosciamo oggi.

Con il coming out, le giovani donne “uscivano allo scoperto”


Più precisamente, per scoprirne le origini bisogna tornare tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando nelle società aristocratiche britanniche e americane esisteva il cosiddetto coming out. Con questa espressione si indicava il momento in cui una giovane donna veniva presentata ufficialmente alla società dopo aver raggiunto l’età adulta.

Era un evento importante, spesso accompagnato da ricevimenti e cerimonie, che segnava simbolicamente l’ingresso nella vita sociale adulta. In altre parole, la ragazza si presentava al mondo, per cui il significato originario dell’espressione era proprio questo: apparire pubblicamente, mostrarsi agli altri, fare il proprio ingresso nella società.

Con il passare del tempo, il termine iniziò a essere utilizzato in contesti diversi. A partire dal Novecento, soprattutto all’interno delle comunità LGBTQ+ statunitensi, coming out assunse un significato nuovo. Non indicava più l’ingresso nella vita mondana, ma il momento in cui una persona decideva di rendere pubblica una parte importante della propria identità.

Nell’immaginario comune, il coming out è legato alla dichiarazione del proprio orientamento sessuale

Solo successivamente si diffuse anche l’espressione coming out of the closet, letteralmente “uscire dall’armadio”. In questo caso l’armadio divenne una metafora del segreto, del nascondersi e della paura del giudizio. Pian piano, questa immagine si è poi radicata così profondamente nell’immaginario collettivo da essere spesso considerata l’origine stessa del termine.

La realtà storica, però, è diversa. Coming out esisteva già da molti decenni e possedeva un significato autonomo prima ancora che comparisse il riferimento al closet.

Se ci pensiamo bene, però, il significato profondo è rimasto sorprendentemente lo stesso: scegliere di mostrarsi al mondo per ciò che si è davvero

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